Palazzo di Yıldız e il suo Parco-Mappa-Migliore Guida

Dopo aver attraversato il ponte, un’ampia porta ad arco si apre un poco a sinistra. Quivi, in una parco spazioso, pieno di alberi e circondato da giardini ben tenuti, sorge il complesso architettonico di «Yildiz Sarayi». E’ un’opera di Abmulhamid ed è costituito da chioschi, chalet e padiglioni. Se da quando ho descritto il Palazzo Dolmabahçe, non faccio altro che parlarvi di palazzi, non pensate che sia per una speciale predilezione. E’ solo dovuto al fatto che, uno dopo l’altro, si sono presentati sul nostro cammino e, proseguendo, altri ce ne sarebbero. Bi­sogna solo tenere presente che questa città è stata la capitalo di imperi, succedutisi l’uno all’altro per più di duemila anni; non ci si sorprenderà più, allora, del grande numero di palazzi.

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Palazzo di Yıldız e suo Parco Mappa(Google Maps)

 

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La prima cosa che colpisce il visitatore è il senso di freschezza e di serenità che sembra emanare dagli alti fusti in mezzo ai quali ci troviamo. Ogni tipo di albero si leva verso il cielo. La verzura è in pieno rigoglio e i ruscelletti scorrono fra gli arbusti e formano dei laghi. In autunno vi si tiene una mostra varia e ricca didalie che io raccomando a! visitatore di non perdere se si trova a Istanbul in questa stagione. A sinistra dell’ingresso e della strada liscia, nel grande giardino che circonda il palazzo e su tutte ie sue terrazze, fioriscono più di duecento varietà di dalie. La loro profusione di colori è tale che il visitatore finisce per sentirsi sopraffatto.

In origine, alla fine del diciannovesimo secolo, questo pa­lazzo era una semplice villa. Si dice che la dama Yildiz, favorita di Abdül Mecit I, abitasse questo edificio. Sta di fatto però che il monarca che fece costruire tutte queste ville e padiglioni nel parco fu Abdulhamid, uno degli ultimi padisha, il quale, memore delle due detronizzazioni che avevano avuto luogo a Palazzo Dolmabahce, decise di andara a vivere altrove

Il grande palazzo in cui abitò, e i padiglioni che lo attornia­no, sono all’estremità superiore del parco, dietro le alte mura che vediamo mentre saliamo il colle. Entro quest’area dietro le mura sorge un grazioso chalet di legno, un tempo molto lussuoso all’interno.L’ingresso è sul viale che sale da Beşiktas, dopo la moschea Quando si presenta l’occasione, si tengono dei convegni nello chalet dietro il palazzo o vi vengono ospitati degli stranieri in visita ufficiale. Dentro al parco sorgono due edifici di pietra, stupendi ad ammirare e dietro al primo di essi giace, piacevole e ampio, uno specchio d’acqua. Consiglierei il visitatore di raggiungere l’isoletta al centro per scattare alcune indovinate istantanee.

Quando vi trovate sul terrazzo di fronte al chiosco, si apre davanti ai vostri occhi uno dei più bei panorami del mondo. Un mare di fiori e di alberi ondeggia fino a congiungersi con le onde vere del mare. Un mare che si chiama Bosforo ma che fluisce come se fosse un fiume. Di fronte si innalzano delle al­ture boscose. E’un angolo di paradiso che, sfortunatamente, molti turisti perdono. Al turista isolato nessuno pensa di in­dicare questo luogo, mentre ai turisti delle gite organizzate di solito si fanno visitare solo i monumenti importanti. Solo il turista dotato di un delicato senso per le bellezze locali ha la probabilità di scoprire l’incantevole scenario naturale, al pari dei lettori di questa Guida!

Per ritornare al secondo chiosco, sopra ricordato, esso è posto sul declivio del parco e può essere raggiunto prendendo il sentiero a destra. Dai terrazzo del chiosco si può ammirare un altro indimenticabile panorama, così bello da toccarvi il cuore. Con questo sfondo, dovreste scattare una fotografia alla persona amata; diverrà uno dei vostri più cari ricordi. Sic­come la parola turca «Yildiz» significa «stella» e «dalia» e sic­come questo nome si lega alla storia del palazzo, il parco è sempre pieno di dalie.

Uscendo da questo splendido parco, scendiamo al viale e proseguiamo lungo le rive del Bosforo. Dopo aver superato alcuni quartieri abitati, raggiungiamo la moschea di Ortaköy, a destra sul mare, molto pittoresca. Una moschea sulle rive del mare potrebbe essere solo sul Bosforo, ma è meglio apprezza­ta dal viaggiatore che la contempla dal ponte di una imbarcazio­ne.

Poco dopo, quando lasciamo le aree edificate e la strada svolta lungo il suo tracciato costiero, la bellezza del Bosforo si fa sempre più vistosa. All’improvviso la costa si ritira in una baia nella quale si annida di Bebek.

Alla destra si erge un interessante edificio che un tempo fu il palazzo della madre del Khedivé d’Egitto e che è oggi l’Ambasciata egiziana. La moschea che si scorge fra gli alberi offre una inquadratura suggestiva. Se è l’ora di colazione e vi capita di trovarvi a Bebek, dovreste davvero entrare in uno dei ristoranti e ordinare del pesce squisito, pescato nel Bosforo. Dopodiché proseguiremo nel nostro itinerario fino a raggiun­gere uno dei più importanti monumenti di tutta la nostra storia.

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