Mura di Costantinopoli da Eyüp a Yedikule-11 Monumenti-Mappa-Migliore Guida

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Conclusa la visita a Eyüp, torniamo indietro per la stessa strada che ci riporterà ai ruderi delle mura che Bisanzio eresse per sua difesa. Queste mura non soltanto cingono la parte tra­cia ma si estendono anche lungo il Corno d’Oro (Halic) fino al Mare di Marmara. Lunghe venti chilometri, munite di quattro- cento torri, esse costituiscono uno dei più grandi monumenti della storia. Ai tempi bizantini, la parte sull’Haliç misurava cinque chilometri e le mura correvano lungo il mare; nel corso dei secoli, però, il Corno d’Oro si è in parte ritirato talché oggi le mura vengono a trovarsi assai indietro sulla terraferma. I primi apprestamenti difensivi furono eretti da Costantino, ma quando la città si ingrandì, Teodosio II si rese conto che una parte di Istanbul restava all’esterno. Perciò, nel 413 ordinò ad Antemio, il capo della municipalità, di erigere un muro dal Mar di Marmara al Corno d’Oro. La popolazione fu obbligata a dare mano d’opera per i lavori senza percepire il minimo compenso. Migliaia di persone furono pertanto impiegate a trasportare le pietre e ad erigere le mura. Le quali cominciano a Yedikule, presso l’arco trionfale di Teodosio I, e finiscono nel Corno d’Oro.

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Nel 447 forte terremoto danneggiò gran parte delle mura nonché 57 torri. Lo stesso anno Teodosio II fu sconfitto in Tracia da Attila, re degli Unni, che avanzò fino a Cekmece, a trenta chilometri da Istanbul. Per ragioni sconosciute, non oc­cupò la città accontentandosi di un cospicuo riscatto e quindi si ritirò.

Nei secoli successivi le mura furono restaurate molte volte e dotate di difese supplementari per proteggere le chiese di S. Nicola e di S.Prisco che avevano subito devastazioni nel 627 durante le invasioni degli Avari, nonché per proteggere il Palazzo di Blacherna. Prima gli imperatori Eraclio e Leone V (un Armeno), poi Emanuele Comneno rafforzarono in particolare i settori prospicenti il Corno d’Oro.

Molte altre migliorie vennero apportate nel 1441 sotto Gio­vanni VIII Paleologo e più tardi, Mehmet II il Conquistatore, suo figlio Beyazit I e Murad IV. il conquistatore Bagdad, continua­rono i restauri. Se osservate la parto esterna delle mura, che avete davanti ai vostri occhi, noterete un profondo fossato che dev’essere, stato scavato nel 479.

Allo scopo di tenere l’acqua allo stesso livello tutto attor­no alle mura, quale che fosse la profondità del terreno, il fossa­to era diviso in compartimenti stagni.

Dietro il fossato c’era uno spazio libero, quindi si alzavano i bastioni esterni, alti duo o tre metri, che costituivano le prime difese.

A queste fortificazioni si addossavano le mura esterne, dello spessore di due metri. Erano alte dieci metri e munite di settanta torri.

Le mura interne, nelle quali si poteva entrare per mezzo di una porta laterale, erano alte tredici metri e spesse tre o quattro metri alla base. Costruite da Teodosio II, avevano 96 torri a due o tre piani che formavano quattro, cinque, sei od otto angoli, misuravano dai 15 ai 20 metri di altezza e sistemate a 35 metri di intervallo Luna dall’altra.

Dopo aver varcato la porta di Edirne si può constatare che le  mura sono davvero in pessime condizioni. Oggi, misu­rando le mura che finiscono al Topkapi, che è la vera porta d’ingresso, abbiamo una lunghezza di 1250 m. Poiché i princi­pali attacchi ebbero luogo proprio da questo lato della città, le mura risultano qui virtualmente distrutte. Il terreno un po’ avvallato che notiamo da quella parte si chiama la valle di Lykos. L’attuale ingresso al Topkapi fu ricostruito nel 1958.

Mehmet II, il giovane Conquistatore, piantò una tenda sontuosa nel campo che si stende immediatamente davanti alla Porta. Siccome le mura del Topkapi si trovano su di un terreno elevato, una volta che gli assalitori avessero espugnato i bastioni, era possibile da quell’altezza seguire il corso della battaglia; via via che le bandiere nemiche venivano ammainate, si poteva sapere quali punti erano stati conquistati e perciò regolarsi sul come stringere da presso la città alla resa.

Siccome in questo punto fu piazzato uno dei più grossi cannoni, il luogo venne chiamato in seguito Topkapi (Porta del Cannone). II primo soldato turco che scalò il muro e riuscì a piantarvi la sua bandiera, solo per morire subito dopo in una pioggia di frecce, fu Hasan di Uluabad. La torre che aveva scalato si trova fra il «Vatan Caddesi» e la Porta Topkapi. Passando, potrete notare il marmo bianco che lo commemora. Dopo Topkapi, le mura da questo lato, fino a Yenikapi, sono lunghe 900 m. Un altro nome dato dai Turchi a Yenikapi è quello di Porta Mevlana e una delle torri è detta Torre di Costantino. Di qui, ancora lungo il lato a mare, fino a Porta Silivri corrono 680 metri di mura. Il vecchio nome di Porta Silivri era quello di Porta Pigi. Dietro sorge il monastero di Balikli.

Una leggenda narra di un prete che stava friggendo del pesce nei pressi, proprio quando il Conquistatore espugnava la città. Apprendendo la caduta di Istanbul, lasciò il pesce «libero» e gli animali, mezzi fritti, saltarono in mare come per un miracolo!

Le mura, che da questo punto vanno fino alla Porta Bel­grado, sono lunghe 620 m. e in buone condizioni. Tutto intorno, i campi verdi rivelano che questa città, diventata la capitale dell’impero ottomano, per secoli non conobbe più episodi di guerra. Tutti questi luoghi intorno alle mura sono coperti di fiori e giardini-mercato, situati entro la cornice di un panora­ma pastorale.

Quanto agli altri edifici storici ubicati nell’area fra la mo­schea di Fatih, la città e il mare (il Corno d’Oro), ecco un qua­dro riassuntivo.

 

Elenchiamo ora brevemente gli altri principali edifici stori­ci sul lato sinistro del viale Fatih-Edirnekapi. Per raggiungerli, si può voltare per il viale Vatan, in direzione del Mar di Mar­mara, da viale Fevzipasa, il corso principale di Fatih.

Moschea di Bali Pasha-Bali Paşa Camii

La moschea di Bali Pasha è accanto al viale Akdeniz e fu costruita nel 1504 da Huma Hatun, moglie del Pascià, in me­moria del marito. Nel terremoto del 1894, l’edificio andò distrutto ma venne ricostruito nel 1934. Con la sua unica cupo­la centrale, presenta uno stile turco classico e si ritiene sia stato costruito o restaurato da Sinan.

Mausoleo di Hüsrev Pasha-Hüsrev Paşa Türbesi

Il Mausoleo di Hüsrev Pasha è sul viale Aksemseddin. Questo enorme monumento funerario fu ralizzato da Sinan nel 1542, dopo la morte di Hùsrev Pasha. Ha una cupola centrale che poggia su di una struttura ottagonale, e due file di finestre, divise su due piani. Inoltre, gli angoli delle finestre, le parti superiori dei muri e la cupola ottagonale a forma di anfora so­no ricoperti di arabeschi, rilievi e decorazioni geometriche.

 Piccola Moschea del Mimar (architetto)Sinan-Mimar Sinan Mescidi

La piccola moschea del Mimar (architetto)Sinan è una modesta costruzione del famoso e grande Sinan ma il suo minareto è molto interessante. Presenta infatti una pianta po­ligonale, ha finestre al posto della balconata e una cupoletta in punta. La moschea andò in rovina nel 1917.

Moschea di Hirka-i Serif-Hırka-i Şerif Camii

La moschea di Hirka-i Serif è stile eclettico e fu costruita nel 1851 da Abdulmecit I, molto dopo che l’architettura turca fosse caduta completamente sotto l’influenza occidentale. Porta questo nome perché custodisce la tunica del Profeta Maometto; o questa è infatti la ragione per cui sorse. Ha una pianta ottagonale e comprende un’ala residenziale per il Sultano. Le balconate dei suoi alti e sottili minareti si ispirano allo stile delle colonne corinzie.

Moschea di Mesih Mehmed Pasha- Mesih Mehmed Paşa Camii

La moschea di Mesih Pasha fu costruita nel 1588 dal Gran Visir e ne fu proprietario il governatore d’Egitto. La grande opera fu danneggiata dal terremoto del 1894 e in seguito ri­parata (1939). Il pulpito in legno scolpito e le piastrelle dell’interno sono molto preziosi. La tomba del proprieta­rio è sistemata all’esterno, nel giardino, ed ha un disegno ori­ginale.

Le fontane si trovano sotto il porticato; da notare è il particolare che nel cortile, invece della fontana, c’è la tomba a cielo aperto del Visir, edificatore del tempio.

Moschea di Yeni Bahçe-Yeni Bahçe Camii

La moschea di Yeni Bahçe è un edificio in legno che non riveste grande importanza; tuttavia il suo minareto è degno di nota. Esso si innalza dal tetto di una fontana a forma di lanterna e una scaletta conduce alla punta.

Moschea di Kara Ahmet Passcià- Kara Ahmet Paşa Camii

La moschea di Ahmet Pasa è situata fra due settori delle mura di cinta, in un punto quasi mediano fra loro. Ne fu cos­truttore Kara Ahmet Pasa, il Gran Visir di Solimano il Magnifico. Quando fu impiccato, nel 1555, la moschea fu completata dai suoi parenti e amici. Di fronte a questo tempio rettangolare c’è un porticato. La cupola centrale poggia su sei pilastri e archi; inoltre, ha quattro mezze cupole. Le pastrelle all’interno rifletto­no molti colori sulle pietre. La moschea venne restaurata nel 1691 e una seconda volta nel 1896. Kara Ahmet Paşa giace nella tomba ottagonale che si trova nel giardino. La scuola e la vi­cina fontana completano il quadro del complesso architetto­nico. Il minareto venne rifatto nel 1896.

Moschea di Takkeci-Takkeci Camii

La moschea Takkeci, sulla strada secondaria che si diparte dalle mura di Topkapi, merita anch’essa di esse­re ricordata per le sue piastrelle. Sulle ceramiche di questo edificio di legno i fiori sbocciano e si levano dai vasi dei capi­telli : è tutto un rigoglio di foglie, grappoli d’uva, foglie di vite che verdeggiano destando stupore nel turista incantato di fronte alla vitalità e alla bellezza, inattese in un edificio così semplice. Visitiamo questa piccola moschea che si adagia, quale tranquillo recesso della vecchia Istanbul, col suo cortile lastri­cato e la sua lignea struttura, e tocchiamo quelle piastrelle multicolori dell’interno che sembrano costituire i muri stessi del tempio. L’uomo eh 3 diede questo capolavoro al mondo era uh semplice artigiano che cuciva copricapo nel Bazar coperto. L’opera risale al 1592. I lignei pilastri della moschea erano un tempo tutti dipinti d’oro. Il costruttore riposa dietro una semplice e bella fontana nel cortile.

Secondo un racconto popolare, Tekkeci fece una notte uno strano sogno nel quale gli parve di parlare con un vecchio dalla barba bianca. In seguito a questo incontro, vendette tutti i suoi beni e andò a Bagdad per incontrarlo. Mentre sostava in attesa all’Ingresso della città, vide davvero il vecchio che gli intimò di ritornare a casa sua e scavare il pavimento dove avrebbe trovato un tesoro nascosto. Il racconto popolare pro­segue per riferire che l’artigiano fece ciò che il vecchio gli aveva detto, trovò il tesoro, fece costruire la moschea e mori con l’anima in pace.

 

Moschea di Kürkçübaşı Ahmet Şemsettin-Kürkçübaşı Camii

 

La moschea di Kurekçibaşı sorge all’interno delle mura di Topkapi, proprio in cima alla strada. Fu eretta da Ahmet Bey, capo timoniere di Solimano il Magnifico. Le colonne sulla fac­ciata sono però bizantine: prese, con tutta probabilità, da una antica cappella bizantina che si trovava sulla via. Degno di nota è anche il cipresso che si trova di fronte alla moschea: nel tronco dell’albero fu piantato un lauro che simboleggia l’ospitalità.

 

Altri due importanti monumenti si affacciano sul viale Vatan :

 

Chiesa del Monastero delle Labbra (Fenari İsa Camii)

La chiesa del Monastero delle Labbra (Fenari isa Camii). Le Labbra di Costantino (+ 917) diedero il nome a una chiesa in onore a Theotocos, edificata sui ruderi di un tempio del se­sto secolo. Dopo l’invasione latina, l’imperatrice Teodora, moglie di Michele Vili, fece costruire un annesso alla chiesa. Nel quat­tordicesimo secolo furono anche aggiunti un «Narthex» ester­no e un Parecclesion. La costruzione costituisce uno dei più importanti capolavori lasciati dalla famiglia dei Paleoioghi. Del complesso fece, anche parte un ospedale. Infine, vi hanno tro­vato sepoltura alcuni importanti esponenti della dinastia bizan­tina. Ricordiamone alcuni : l’mperatrice Teodora (+ 1304), suo figlio Costantino (+ 1306), l’imperatrice Eirene (+ 1323), Andro nico II (+ 1332).

Verso la fine del quattordicesimo secolo questa doppia chie­sa fu convertita in una moschea da Fenarizade Alaeddin Ali Efendi (1496) e un convento le sorse a fianco. Siccome uno dei più noti predicatori di questo convento si chiamava Jesus, la moschea assunse anche il suo nome. Bruciata nel 1633, ripara­ta nel 1636, andò ancora in fiamme nel 1918. Da poco tempo è stata degnamente restaurata.

Delle due chiese, quella a nord è molto più antica.

Medrese del Sultano Selim-Yavuz Selim Medresesi

 

La «Medrese» del Sultano Selim. Questa scuola teologica e la moschea furono erette da Solimano il Magnifico nel 1562 in memoria di suo padre, Selim, I, il conquistatore d’Egitto.

In origine, il fabbricato che dopo la moschea oggi l’ospedale era stato adibito a sala di lettura della «medrese». Di rilievo, la sua struttu­ra classica con sale a cupola che si affacciano sul cortile e ingressi monumentali.  Volgiamoci ora là dove le mura della città finiscono piegando sul Mare di Marmara.

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