Quartiere di Eyüp-Monumenti-Pierre Loti-Moschee con Mappa, Migliore Guida

Per andare altrove, varchiamo Porta Edirne e prendiamo la strada  sulla destra. Lasciamo perciò queste mura che servirono a difendere Bisanzio e che abbiamo ora davanti; le visiteremo al ritorno e io vi riferirò la loro storia strada facendo per Yedikule. Nell’interno dell’Halic (il Corno d’oro), dove siamo diretti, si trova Eyup, la città dei morti.

Istanbul Museum Pass – Ingresso ai musei e moschee

La strada che discende a destra ci conduce direttamente in questo luogo di cimiteri e di tombe. Anzitutto devo spiegare che Eyup, grazie alla sua posizione in un punto del Corno d’Oro protetto dai venti, fu in passato quella parte della vecchia Istanbul dove sorgevano case e luoghi di villeggiatura. Per i turisti in arrivo dal mare, che passano dallo stretto acquedotto bizantino e accanto a una fila continua di edifici privi di gusto e a fabbriche di bitume, la vista è causa di delusione. Oggi, infatti, Eyup è interamente circondata da quartieri poveri. Cent’anni fa non era questo però il volto che presentava. Nel giro di cent’anni, fabbriche e la­boratori hanno sostituito i palazzi e le grandi tombe. Nel di­ciottesimo secolo, lungo queste rive, si trovavano l’«imaret bahçesi», o giardino dove i poveri ricevevano assistenza, della Madre-Sultana, il palazzo d’estate della Sultana Hatice, il palaz­zo del Sultano Heybetulah, il palazzo di «Hancerli Sultan». Nel secolo scorso vi erano anche il palazzo del principe egiziano Mustafa Fazil e lo «yali» del Kazasker (capo supremo della religione) Izzet Efendi. Fu a Eyup che vissero i grandi compo­sitori di musica classica turca Haci Arif Bey, Zekai Dede e Itri Efendi. Quest’ultimo amava moltissimo i fiori e circondò la sua casa di giardini da sogno.

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Aree cimiteriali

Quanto alle aree cimiteriali di Eyup, i loro nomi sono suffi­cienti a descriverle :

Bülbul deresi : il canto dell’usignolo,

Kirk Selviler : i quaranta cipressi,

Aga Kirligi : il campo di Aga,

Idris Köşkü : la loggia di Idris,

Can kuyusu : la fonte della vita,

Deniz Hamami : il bagno di mare, ecc.

Eyüp era una città ricca d’acque e di fiori. Ne è prova il gran numero di fontane storiche che ancora si possono vedere.

La Eyüp odierna è un quartiere che appartiene a un altro mondo, non ha nulla in comune col nostro. In nessun altro luogo della terra l’architettura tombale raggiunse tali proporzioni mo­numentali, al punto da trasformare un cimitero in una città.

 

Nel mercato di questa città si può ancora trovare qualche tradizionale prodotto dell’artigianato turco come i «testi» (vasi porosi) in terraglia dipinta e le caraffe, pur’esse in creta dipin­ta, che emettono un suono sibilante quando vi si soffia dentro, insieme a diversi giocattoli.

 

Moschea di Eyüp Sultan-Eyüp Sultan Camii

La moschea che sorge al centro della piazza è un luogo sacro dell’IsIam. Eba-Eyüp-el Ensari, gonfaloniere del Profeta, venne a Istanbul con un esercito arabo. Secondo la leggenda, dopo essersi fermato in questa zona per arringare la folla, venne ucciso da una freccia mentre si accingeva a partire e colà sepolto. Settecento anni dopo, in seguito alla conquista di Istanbul da parte di Mehmet II, l’«Hoca» del Sultano, come sotto l’influenza di una rivelazione, fu spinto a cercare dove fosse sepolto il Santo. Vennero eseguiti scavi nel luogo indicato e la tomba, la bara e i resti del santo vennero dissepolti. Questa fu la prima moschea eretta dal Conquistatore.

Nel 1800 Selim III la demolì fino alle fondamenta. Poi, utilizzando lo spazio circostante, la ricostruì nella forma attuale Ogni Sultano, nell’ascendere al trono, venne a cingere la spada in questa moschea, secondo un costume plurisecolare. Con le sue migliaia di colombi e la continua marea di visitatori, il cor­tile della moschea è pieno di animazione.

Tomba del Santo

L’interno della tomba del Santo, che può essere visitata a uno per volta, è un luogo denso di mistero, con le sue piastrelle colorate, la sua luce attenuata e la sua atmosfera mistica.

Tutto intorno alla moschea si susseguono, in tutte le dire­zioni, migliaia di tombe. . Personaggi innumerevoli dell’Impero Ottomano, militari, uomini politici, poeti, sultani, membri di sette religose dormono in questo luogo il loro ultimo sonno.

In un agolo della moschea, sotto una cupola sorretta da quattro colonne di marmo bianco e aperta su ogni lato, riposa Lala Mustafa Pasa, sul quale vorrei richiamare la vostra atten­zione, Fu lui che conquistò nel sedicesimo secolo l’isola di Ci­pro, della quale in questi ultimi tempi abbiamo tanto sentito parlare.

Mausoleo di Mihrişah Valide Sultana- Mihrişah Valide Sultan Türbesi

Questa nobile signora era dedita ad assistere e beneficare gli infelici. Ora dorme il suo ultimo sonno a Eyup, La bella fontana presenta quattro facce e si innalza da un largo piedi­stallo di marmo superabile salendo alcuni gradini. Si tratta di un esemplare di un particolare stile rococo turco; le sue gronde sono rivolte in alto anziché in basso talché è possibile vedere la superficie sottostante; invece di essere di legno, sono tagliate nel marmo da cui derivano la loro distinzione ornamentale, rafforzata dai lavori nella pietra scolpita.

 

Moschea di Zal Mahmut Pascià-Zal Mahmut Paşa Camii

Eyüp ospita mille e più tombe; ci vorrebbero giorni e giorni per visitarle una per una. Vi invito pertanto a osservare solo una moschea molto originale che, attraverso, le tombe, è rivolta in direzione della città. La costruzione, di parecchi piani, è la moschea di Zal Mahmut Paşa, realizzazione del famoso Sinan.

Pierro Loti

Subito dietro la moschea di Eyüp, una strada lastricato conduce alla sommità del colle. Se avete l’auto, dovete lasciar­la in piazza e proseguire a piedi. Appena si arriva sull’altura, come su di un promontorio, a destra… domina una tomba sulla quale è deposto un turbante e sta lì a simboleggiare la vastità dell’Impero Ottomano. L’iscrizione lapidaria ci dice che colui che vi riposa nacque in Bosnia, ricoprì la carica di Mufti in Algeria e riposa ora a Istanbul riunendo nella sua persona la storia di tre continenti. Arrivando in cima al pendìo, alla vostra destra, in un angolo da cui si ha una visione completa del panorama, troverete un caffè di stile orientale. E’ quassù che Pierre Loti, lo scrittore francese, ogni volta che sbarcava a Istanbul, veniva a contemplare l’acquedotto di Haliç, Eyup con I suoi giardini, le sue tombe e i suoi monumenti funerari, e il profilo di Istanbul che si stagliava in distanza. Attualmente, la casa di legno con il ritratto e i libri dello scrittore è stata con­servata qual era ai tempi di Pierre Loti. Potete sedervi sul ter­razzo e bere un caffè o un té mentre osservate il panorama e cercate di immaginarvi come si svolgeva la vita da queste parti 110 anni fa.

I fianchi della montagna sono coperti di cipressi, platani e tante altre piante. Sulle riviere si allineano gli «yali» che si riflettono sull’acqua. Di fronte è Istanbul, con le sue cupole e i suoi minareti in tutta la loro gloria. Specie alla sera, quando sembrano fondersi col porpora e il violetto del cielo, poiché Istanbul, nelle ore del tramonto, con le sue nubi e l’orizzonte, è come un sapiente miscuglio di colori – rosa, violetto, porpora – variegati come le piume dei suoi piccioni. Siccome ci troviamo in un luogo che fu tanto amato da un romanziere e uomo di lette­re come Pierre Loti, facciamo questa descrizione in memoria del suo spirito e in punta di piedi ritiriamoci dalla scena !

 

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