Beyoglu,Istiklal,Pera,Galata-Storia-Mappa-Migliore Guida

L’area attraverso il Corno d’oro da Eminönü è il cuore della moderna Istanbul. Il distretto vagamente definito di Beyoğlu, centrata sull’intensa Istiklal Caddesi(Viale Istiklal, ha un’atmosfera vibrante, quasi edonistica che lo rende abbastanza distinto da qualsiasi altro posto della città – La maggior parte degli cittadini vengono qui per fare acquisti,  mangiare,bere, prendere un film, un club o concerto, visitare una galleria o un teatro, o semplicemente passeggiare.

Un numero crescente di visitatori che scelgono di basarsi su questo lato del Corno e fare il salto lungo costa  per visitare le bellezze della Città Antica, prima di tornare a godersi la vivace vita notturna della zona Istiklal Caddesi ha un tram d’epoca che percorre tutta la sua lunghezza, ma consiglieremmo esplorare a piedi.

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I Monumenti a Beyoglu,Istiklal,Pera,Galata-Karaköy su Mappa (Google Maps)

 

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Abbiamo aggiunto meno conosciuti edifici in fondo in questo articolo.Per Torre di Galata ed altri edifici notevoli entra in Cosa Vedere

Pera e Galata

La piazza di Taksim si trova nel quartiere commerciale di Beyoglu, dove sono concentrati i grandi alberghi, le compagnie aree, i negozi di lusso (anche se questi ultimi tendono sempre più a risalire verso Harbiye e Şişlii) e i locali notturni, spesso di dubbio gusto. Dalla piazza si può partire per un giro nel quartiere, l’antica Pera, che sino all’avvento della repubblica veniva chiamato quar­tiere europeo, dato che i Bizantini e gli Ottomani avevano consentito agli stranieri di stabilirvisi. Vale la pena mesco­larsi alla gente che. al ritmo lento della passeggiata mediter­ranea, va su e giù per Istıklal Caddesi. il viale dell’Indipen­denza. Nelle diverse ore del giorno e della notte, chi pas­seggia può appartenere a categorie sociali diverse, ma la cadenza non cambia! Si consiglia anche di percorrere le viuzze mal lastricate che scendono verso il Corno d’Oro e il ponte Eminönü per cogliere i mutamenti che hanno scon­volto le caratteristiche sociali, economiche ed etniche di questo quartiere. Oggi Istıklal Caddesi. l’antico viale di Pera dove una società cosmopolita sfoggiava lusso, opu­lenza e bella vita, è soprattutto una delie arterie più brulicanti e inquinate della città; le case alte e strette non sono più gli scrigni di una vita «borghese» e agiata. Le famiglie di com­mercianti e banchieri ebrei, greci, armeni, italiani e i diplo­matici che hanno reso prospera Pera hanno abbandonato il quartiere sovraffollato, facendogli perdere gran parte della sua singolarità, descritta con tanta dovizia di particolari dai viaggiatori del secolo scorso. In quel che resta del fasto di un’epoca conchiusa, è ancora possibile trovare un certo fa­scino e un’atmosfera insolita, ma ciò che si avverte innanzi tutto è la malinconia. Certo non bisogna rammaricarsi del cambiamento intervenuto, ma si avverte benissimo che og­gi Istanbul è soltanto una capitale decaduta e forse qui a Beyoglu più che altrove una tale decadenza si tocca con mano. Nonostante l’animazione, la sovrappopolazione e la vitalità economica, non ci si può nascondere che oggi i centri di decisione sono altrove, che è difficile vivere a Istanbul e che quartieri come Pera appartengono a un’epo­ca definitivamente finita.

Nell ‘antica Pera sono poche le vestigia di una storia peraltro lunga e feconda che risale al XIII secolo, quando, in cambio di una flotta che avrebbe aiutato l’imperatore in esilio a riconquistare Costantinopoli ai Latini, i coloni e i commer­cianti genovesi gli strapparono importanti vantaggi com­merciali e il diritto di stabilirsi a Galata e creare un nuovo quartiere a Peyre.

Pera

In mezzo alla grande piazza di Taksim dominata dai moder­ni edifici dell’Opera e dell’hotel Intercontinental, il monu­mento di gazi Mustafa Kemal, il fondatogre della Turchia moderna, attira contemporaneamente gli sguardi e… le ce­rimonie sia ufficiali sia contestatarie! Eretto nel 1928 grazie a una sottoscrizione popolare, opera dello scultore italiano Canonica, il monumento è come un racconto dell’epopea del popolo turco in lotta per la propria indipendenza, conquista­ta con la proclamazione della repubblica il 29 ottobre 1923.

Si imbocca poi la Istiklal Caddesi e si passa dinanzi al liceo franco-turco di Galatasaray , dove dal XIX secolo si è formata l’intelligencija francofona del paese. Quasi di fronte al liceo ci si imbatte in un allettan­te mercato di quartiere, il Balik Pazar.

Si giunge poi quasi subito dinanzi al Tunel, la metropolitana , in realtà una piccola funicolare sotterranea che facilita enormemente la vita dei cittadini calandoli in pochi minuti e per qualche spicciolo sino a Karaköy, all’imbocco del ponte Eminönu.

Chi ha il coraggio di proseguire a piedi il giro può prendere la Galip Dede Caddesi sul lato sinistro del Tunel e scendere verso il quartiere di Galata.

Galata

Galata Mevlevihanesi-Tekke dei Dervisci Rotanti

Subito a sinistra, si scorgono i cancelli del tekke dei Dervi­sci Rotanti( Galata Mevlevihanesi; aperto tutti i giorni, tranne il lunedi, dalle ore 9.00 alle 16.30 in inverno(in estate alle 19.00; ingresso a pagamento). In uno straordinario giardinetto, stranamente tranquillo e ombroso per un quartiere cosi brulicante, tra le tombe si nota anzitutto un piccolo çay evi,dove si può piacevolmente sorseggiare un tè prima di visita­re il tekke, il Semahane, cioè la sala dei dervisci. Nella sala si trovano vari oggetti di culto, tappeti, incisioni, Corani e strumenti musicali; durante la visita alcuni amplificatori dif­fondono in sordina la musica del sema, la danza-preghiera dei dervisci.

Ingresso a Galata Mevlevihanesi

Aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 09:00 alle 19:00 (dal 01 aprile al 01 ottobre), dalle 09:00 alle 17:00 (dal 01 ottobre al 01 aprile).

Chiuso il lunedì.

Prezzo di Biglietto

18 TL

 

Il quartiere di Pera-Beyoglu fu debitore della propria pro­sperità e della propria gloria alla società cosmopolita che vi si stabili grazie alle Capitolazioni (convenzioni che regola­vano in epoca ottomana i diritti dei cristiani in territorio musulmano); furono invece i coloni genovesi e quindi vene­ziani a render prospera Galata.

Autorizzati nel 1261 a stabilirsi nel quartiere semirurale di Galata, i Genovesi non potevano tuttavia innalzare fortifica­zioni. Scavarono allora un canale in comunicazione con il mare; come si può immaginare, esso costituiva una difesa primitiva del quartiere. Sfruttando la debolezza degli impe­ratori bizantini, i Genovesi in seguito costruirono lungo il fossato case alte e solide come torri, unite tra loro da muri. Continuarono poi ad accrescere il proprio territorio racchiu­dendolo tra mura. Galata conobbe cosi sei successivi in­grandimenti, proporzionali all’indebolimento degli impera­tori bizantini e alla crescita del potere genovese all’interno dell’impero. Nel corso del secondo di tali ingrandimenti (1349), i Genovesi fecero costruire al confine superiore della propria concessione, a difesa da eventuali attacchi provenienti dalle alture vicine, la massiccia torre rotonda che ancor oggi domina il quartiere: la Torre di Galata. Essa faceva parte di una forte cinta muraria, munita di torri semicircolari, che nel corso del tem­po è andata distrutta. Mehmet Fatih fece demolire la parte superiore della torre che divenne proprietà del sultano: vi installò una prigione per personaggi di alto rango. Più volte distrutta dalle fiamme, la torre è stata recentemente restau­rata e trasformata in complesso turistico Certo, la costruzione è di scarso interesse, ma dalla galleria superiore la veduta di Istanbul è magnifica e di gran fascino. Ai fotografi segnaliamo i tra­monti che incendiano la città vecchia.

Intorno alla piazza, ai piedi della torre, si dipartono a raggie­ra una serie di viuzze mal lastricate su cui si affacciano vecchie case dei secoli XVIII e XIX. L’atmosfera di queste vie è un’ottima introduzione all’universo mercantile e indu­strioso, da sempre caratteristica del quartiere: i rumori, le grida, gli odori e la confusione non devono esser molto cambiati rispetto al passato. Solo le auto hanno l’aria di intruse in questa stupefacente perennità.

Scendendo per la Yuksek Kaldirim Caddesi, si sbuca su­bito nella piazza di Karaköy, un luogo vivacissimo all’imboc­co del porto; al centro della piazza, una galleria sotterra­nea consente di attraversarla senza complicazioni… guar­dando le vetrine o assaggiando un buon peynirli börek (una specie di calzone al formaggio), tradizionale colazione degli abitanti di Istanbul. Si imbocca poi la Tersane Caddesi (a destra), che passa dinanzi a un’estremità della metropolita­na di Tunel, e, sul lato sinistro, si scorge quasi subito il Hurmalihan, ovvero il bedesten di Galata, tuttora in attività dato che ospita venditori di ferramenta.

 

 

Rüstem Pascià Hani

 

Sempre nella Tersane Caddesi, si gira a sinistra nella Kardesim Sokagi ed in un vicolo cieco si scopre il Kursunlu Han(Fondaco) o Rüstem Pascià Hani , oggi occu­pato da botteghe artigiane e da grossisti. Venne costruito per il gran visir dall’architetto Sinan intorno al 1560-61, nel luogo ove sorgeva la cattedrale di San Michele, sede del vicario del vescovo di Genova. La parte più significativa di questo han, particolare unico a Istanbul, è una scala che sale dal centro del cortile alle gallerie superiori.

Dopo aver visitato questi due han, vale la pena girare per le viuzze perpendicolari alla Tersane Caddesi in direzione del Corno d’Oro invase dai negozi di utensileria che hanno so­stituito quelli di accessori per il mare.

Può anche capitare l’occasione di assistere alla fabbrica­zione di barche su minuscoli terrapieni che fuoriescono dall’acqua. Quasi sicuramente si finisce per smarrirsi in questo intrico di viuzze dove non si sa esattamente se ci si trova sull’acqua o sulla terra, a che punto inizia il Corno d’Oro e finisce Galata! Ma che importa. Meglio ancora che in un museo o in una moschea, è in quartieri di questo tipo che si può capire il carattere attuale della città e il suo passato. Da questo punto si può prendere una barca per passare sull’altra sponda del Corno d’Oro oppure raggiun­gere il ponte Eminònu attraversando il mercato del pesce o ancora proseguire il giro in direzione del Bosforo (sia per­correndo la Galata Mumhane Caddesi sia andando per la Necati Bey Caddesi).

 

I principali edifici storici di Galata e Tophane sono :

 Moschea di Sokollu-Sokollu Camii

La moschea di Sokollu alla radice del Ponte Unkapani, fu eretta nel 1577 dal Gran Visir Sokullu Mehmet Pascià ed è una realizzazione di Sinan. Nel diciannovesimo secolo il mina­reto venne ricostruito; comunque, il suo piedistallo è originale e dà accesso alla moschea per mezzo di un arco. La pianta dell’edificio è ottagonale. Inoltre, i capitelli delle finestre sono di marmo finemente scolpito.

Fontana di Azapkapisi(Saliha Sultan)-Azapkapısı Çeşmesi

La fontana di Azapkapisi fu costruita nel 1732 dalla madre di Mahmut I, la Sultana Saliha. Fra la gente c’è la credenza che questa donna decise di far costruire la fontana per la sete provata al tempo del parto. La fontana è una delle più arti­stiche di Istanbul. Vi era arcanto anche una scuola in pietra rimossa sfortunatamente nel 1957.

Moschea Arap-Chiesa di S. Paolo e S. Domenico (Arap Camii)

La chiesa di S. Paolo e S. Domenico (Arap Camii) lungo il percorso da Azapkapisi e Karaköy. Per molto tempo si riten­ne che fosse una moschea costruita dagli Arabi durante le invasioni, con permesso speciale dei Bizantini, molto prima, quindi, che la città fosse stata conquistata dai Turchi. Tutta­via, l’edificio è bizantino e sorse intorno al sesto secolo. Il nome arabo della moschea trae motivo dal fatto che in quel tempo vi furono accolti gli Arabi spagnoli. Nel 1325 i Domeni­cani la convertirono in una chiesa cattolica. Il Conquistatore Mehmet la trasformò in una moschea. Nel 1734, la Sultana che aveva fatto costruire la fontana Azapkapisi, fece riparare questa chiesa, la quale fu sottoposto a nuovi restauri dopo l’incendio del 1803. Nel 1868, la figlia di Mahmut II, la Sultana Adile, fece aggiungere la fontana all’edificio che richiese altre riparazioni nel 1913.

Galata Bedesten

Avvicinandoci a Karaköy, la costruzione a cupola, presso la riva del mare, è il «Bedesten» (Bazar) che fece costruire Mehmet il Conquistatore. Si pensa che su quel terreno in passato sorgesse una chiesa. Questo enorme bazar è coperto da nove cupole uguali le cui dimensioni sono 20 per 60 per 20,25 metri.

Caravanserraglio di Rüstem Pascià -Rüstem Paşa Kervansarayı(Kurşunlu Han)

L’edificio che gli è accanto è il Caravanserraglio di Rüstem Pascià, realizzato dal Gran Visir negli crini 1544-1550. E’ opera di Sinan. In passato, sul quel terreno sorgeva la chiesa genovese di S. Michele. Questo «Han» a due piani non è sim­metrico. Il cortile è  lungo 47 m. e largo 8,25, sormontato da un portico. Gli scalini al centro del cortie conducono al se­condo piano.

Chiesa di San Pietro e Paolo

Sul viale Bankalar si affaccia la chiesa di S. Pietro e 3. Paolo. Nel 1604 i Domenicani avevano costruito una chiesa di legno al posto di una vecchia capello, tempio che prese fuoco nel 1660 e nel 1731. Nel 1841 l’architetto svizzero Fossati, che in quel tempo si trovava a Istanbul, ricostruì la moschea in pietra mentre aveva in corso i lavori di restauro a Santa So­fia.

L’edificio é a navata unica con sei altari dedicati a Santi Domenicani. Il secondo altare di sinistra, a partire dall’ingresso. ospita la celebre icona della Vergine Odgitria (che indica la via), proveniente dall’antica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Balat.

Chiesa di S. Giorgio

 

Un poco altre questo edificio, al posto della Chiesa di S. Giorgio (la Chiesa austriaca), sorgeva un tempio bizantino che nel sedicesimo secolo apparteneva ai Cappuccini. Nel 1660 e nel 1677 venne restaurato e a partire dall’anno 1882 appartenne all’ordine austriaco di S. Lazzaro. L’edificio ha la forma di una basilica; la sua galleria laterale è coperta da un arco mentre al centro si leva una cupola. Uno dei sarco­faghi custodisce le spoglie di Elisabetta Petri, nonna del fa­moso poeta francese Andrea Chenier, ghigliottinato durante la rivoluzione. Oggi alla chiesa sono annessi una scuola e un ospedale.

Moschea Sotterranea (Yeralti Camii)

Su di una via accanto alla rotabile costiera che si diparte dal Ponte di Galata c’è la Moschea Sotterranea (Yeralti Camii). In quel punto si innalzava una torre massiccia che dominava sul porto. La torre, situata là dove le mura di Galata raggiun­gevano il mare, si pensa fosse stata costruita da Tiberio II. Il suo sotterraneo fu convertito in moschea durante il regno di Murad IV. La moschea assunse la sua attuale fisionomia negli anni 1753-56 grazie agli sforzi del Pascià Kose Mustafa Bahir. La sala è piena di immense colonne quadrate. Il tempio si chiama anche Kurşunlu Mahzen.

Kemankeş Kara Mustafa Camii(Moschea)

A destra, a questa adiacente, la moschea che si affaccia sulla Piazza dove sostano i passeggeri fu costruita dal Pascià Kcmankeş Kara Mustafa. Nel libro del professore romeno Bratianu, «Les registres de Peyre en 1390», è scritto che 50 anni circa prima della conquista turca di Istanbul, nello spazio occupato dalla moschea, sorgevano la chiesa cattolica di S. Antonio, un ospedale e un convento. Infatti, quest’area rimase in possesso dei cattolici1 fino al 1606 e si può capire il perché le frequenti visite che le donne del Palazzo facevano a questo luogo per bere le sue acque salutari non fossero affatto giudi­cate con favore. Si pensa anche che la chiesa fosse stata convertita in moschea come rappresaglia per le torture che i prigionieri turchi dovettero subire a Tolone e a Marsiglia. Fra le fonti turche, Katip Çelebi scrive che la moschea fu co­struita nel 1635. sull’area di un magazzino. Ha una pianta qua­drata con una cupola centrale.

 

Reisiülküttap Çeşmesi(Fontana)

L’edificio di pietra classico che sorge nel cortile era una scuola fondata nel 1732 dallo Reisiülküttap (Ministro degli Af­fari Esteri) Ismail Efendi che veniva dal villaggio Karayüzülü di Kastamonu.  C’è una cisterna nei fondi della scuola che fornisce l’acqua alla bella fontana di marmo vicino alla strada. I muri furono innalzati impiegando due file di mattoni per ogni colata di cemento. La porta è all’interno del cortile. C’è una stanzetta e una sala a cupola con un caminetto davanti a un ripido scalone.

 

Chiesa di Saint Benoît

A Galata, lungo il viale che unisce Tophane a Karakòy e che si chiama Kemeralti, sorge la chiesa di S. Benedetto. Ven­ne costruita nel 1427 ed apparteneva ai cattolici. In passato, al suo posto c’era una chiesa bizantina. Divenne la chiesa privata dell’ambasciatore francese nei 1540. Fra gli anni 1583 e 1773 passò in proprietà ai Gesuiti e dal 1302 ne divenne pro­prietario l’ordine francese di S. Lazzaro. Dopo essere bruciata diverse volte, subì restauri nel 1610, 1686, 1732 e 1871. L’attuale edificio presenta la forma che gli venne data con le ultime opere di ricostruzione. La scuola fu aggiunta alla moschea nel 1804 Quanto alla torre quadrata adiacente all’edificio, è una struttura del quindicesimo secolo. Vi furono sepolti due ambasciatori francesi e l’ungherese Ferencz Rakoczi ( + 1735).

Fontana di Bereketzade-Bereketzade Çeşmesi

La splendida fontana accanto alla Torre di Galata è in quel punto dal 1732. In origine si trovava un poco più in là, e fu portata nella attuale posizione nel 1950. Ne fu artefice Bereketzade Haci Ali Aga, sindaco di Galata, e quasi comple­tamente rifatta nel 1844 da una donna, Azmicemal, che ri­copriva la carica di tesoriere a Palazzo. La facciata frontale è decorata di rilievi marmorei che raffigurano anfore, frutta e fiori.

I monumenti storici nella zona che va da Tophane a Dolmabahçe sono i seguenti :

L’Arsenale, sul terrapieno sopra Piazza Tophane.(Tophana=Casa di Canone)

Moschea di Kılıç Ali Pascià-Kılıç Ali Paşa Camii

La Moschea di Kılıç Ali Pascià che fu costruita nel 1580 da Sinan e appartiene al grande ammiraglio Kılıç Ali Paşa(Pascià). Si tratta di una delle ultime opere del famoso architetto che la eresse sul modello di Santa Sofia.

 Fontana di Tophane-Tophane Çeşmesi

La fontana di Tophane, voluta nel 1732 da Mahmut I. La superficie marmorea di cui una simile si erge in Piazza Usküdar, è intarsiata di rilievi a forma di fiori, anfore e frutta. Si può constatare che il tetto a cupola ha subito diverse modi­fiche poiché si notano grandi differenze fra le illustrazioni contenute nel famoso album di Melling (prima metà del dician­novesimo secolo) e i disegni riportati nei libri di Mss Pardoe e Aliom (30-35 anni dopo). Nella prima metà del ventesimo secolo la fontana non aveva tetto. Allorquando venne data la forma attuale, nei restauri del 1957, furono prese a modello le illustrazioni di Melling, che sono le più vecchie e presumi­bilmente le più vicine all’originale.

Moschea di Nusretiye-Nusretiye Camii

La Moschea di Nusretiye, costruita da Mahmut II negli anni 1822-26. Rappresenta un’epoca in cui l’architettura turca aveva perduto quasi tutte le sue caratteristiche distintive. Ha una scalinata che porta all’ingresso. 150 anni fa, come rive­lano le vecchie immagini della città, la fontana e la stanza degli orologi, che si trovano nel cortile, erano invece sulla strada. I minareti sono molto graziosi.

Moschea di Findikli(Molla Çelebi)

La moschea di Findikli sorge sulla spiaggia, vicina al traghetto. Fu costruita nel sedicesimo secolo da Sinan che l’inti­tolò al Kazasker Mehmet Efendi.

La fontana sul muro di fronte al traghetto, che un tempo era posta di fronte alla moschea. E’ in stile rococo e fu rea­lizzata nel 1787 dal Gran Visir Koca Yusuf Pasha.

 

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